mercoledì 10 giugno 2009

Bilancio, depositato in ritardo

Il 26 maggio è finita ufficialmente l'avventura olandese, conclusasi con un weekend a spasso per Amsterdam e l'Aia con la partecipazione di mia sorella Antonella e l'amico Mattia. È buona norma trarre un bilancio finale di un'esperienza che si possa definire "di un certo peso". I quattro mesi a Rotterdam, per farla breve, sono stati la progressione più importante della mia vita, non solo quella recente. Non posso fare un elenco delle cose che ho imparato, poiché risulterebbe lungo e dispendioso in termini di tempo e accesso alle facoltà intellettive (dovrei ricordarmi di ogni singola cosa), ma posso rifarmi a un paio di "esempi esemplari".

A differenza di quando albergavo nell'appartamento milanese, durante il primo semestre, in Olanda sono diventato un "omo de casa" provetto e autonomo. Ora il bucato e la stiratura non hanno più segreti per me! Il corso di economia domestica è superato a pieni voti: a detta di Paolo dovrei fare il purchasing manager, dal momento che mi sono rivelato un saggio shopper. Ma soprattutto sono diventato finalmente un buon cuoco; ho addirittura ordinato la mia copia di Cook with Jamie presso il mio recapito italiano, e ho già ricominciato a sbizzarrimi a beneficio della mia famiglia.

Dal punto di vista del miglioramento personale, sono riuscito a identificare almeno un paio di aree su cui lavorare per diventare una persona più decente (non che ora faccia schifo... :D). Inoltre ho spremuto a fondo il melting pot della mia classe (una trentina di nazionalità) per abituarmi alla comunicazione interculturale, e per imparare qualcosa dalla diversità. Spesso si dice che l'amore ha più probabilità di durare se si hanno delle cose in comune, ma forse è più vero il contrario, ovvero il rapporto che scaturisce dallo scambio di novità, arricchendosi reciprocamente di informazioni nuove e diverse.

Al ritorno in patria mi tuffo a capofitto in uno stato di idleness senza precedenti, causato principalmente dal buon vecchio "ponte" al momento sbagliato (molti uffici universitari chiusi dal 25 al 2 e molta gente in vacanza). Il giro di amicizie pre-Rotterdam è quasi svanito: alcuni elementi sono e saranno difficili da recuperare, altri sono partiti per il fronte, altri ancora ci sono ma latitano, da altri ci separa un destino incontrollabile. Gli amici storici rimangono, sono il punto di riferimento di chi sceglie di viaggiare. Inoltre ne ritroviamo altri dal passato, ricevendo anche delle belle sorprese: come ad esempio un'amica della mia città, che con gli anni si è rivelata una forte personalità con un cuore grande come...ehm, molto grande =D

Nel mezzo di tutto ciò ho quasi del tutto superato il brutto periodo precedente la partenza. Non è molto scientifico da dire, ma confermo che il tempo è la panacea ideale. Per quattro mesi mi sono infilato in un ruolo diverso dal mio abituale - e, come per Rosalinda in As You Like It, il travestimento fu liberatorio (ehm, da maschio nel suo caso, ma non fateci caso, l'esempio è un puro caso!). Ovviamente non finiscono i problemi, neanche quando pare che l'uragano si sia dileguato. Allorché, ripensando a chi mi diceva "Alla fine ti faremo una statua", mi domando: sì, ma la fine quand'è?

E, riflettendoci, le cose che mi tengono a galla sono soprattutto quelle famose persone che conti sulla punta delle dita. Il passo successivo è riprogrammarsi come uomo, recuperare quel senso di autorità che pareva andato perduto nella spirale della commiserazione degli altri (lezione di vita: meglio starsene per fatti propri che farsi influenzare da persone deboli che approfittano dei tuoi momenti negativi per insegnarti qualcosa...e farti diventare un debole a tua volta!). I have to change to stay the same, recitava una scritta lampeggiante sulla scuola grafica di Rotterdam. A proposito, sono sempre il solito ottimista...vedo sempre mufloni che volano, scaffali che parlano e tanti sconti da Unieuro!


mercoledì 29 aprile 2009

Bollettino olandese

Yo dudes!

L'espressione del mese, tratta in parte dal film The Big Lebowski (sugli schermi del Coopvaert un paio di sere fa), apre questo bollettino di aggiornamenti dall'Olanda. I post si sono fatti meno fitti, ma d'altronde manca poco meno di un mese alla fine del semestre, e il carico di lavoro è conseguentemente incrementato. Tra lavori di gruppo e report ci sarà ancora da divertirsi per un po'. L'ultimo corso della mia carriera universitaria, Entrepreneurial Finance & Private Equity, si è rivelato peggio del previsto: i lavori di gruppo non sono altro che dissertazioni sui metodi statistici impiegati nei paper accademici.

L'evento recente di maggior rilievo è stato ovviamente Koninginnedag, o Queensday per 'noantri, la giornata nazionale di celebrazioni in onore della regina - la quale è scampata ad un attentato ad Apeldoorn, un paese a est di Amsterdam, per mano di un pazzo che si è scagliato in auto contro il bus reale. Quest'incidente ha causato una giornata di lutto nazionale. Tuttavia le celebrazioni nelle altre località sono state solo "accorciate". Io e la mia classe CEMS abbiamo quindi passato l'intero pomeriggio per le strade di Amsterdam, in un pandemonio culminato in un deejay stage nella Museumplein.

Nel frattanto qualche compleanno qua e là dissemina il semestre di feste e festini. Un paio di "serate bulgare" coi coinquilini e compagnia arricchiscono il menu primaverile. A proposito di bulgari, circa tre settimane fa l'olandese Reyndert si è definitivamente trasferito ad Amsterdam, e al suo posto è arrivato Viktor, altro rappresentante della terra della feta. Ieri sera ci siamo ritirati addirittura alle quattro dopo una nottata inutile nei "peggiori bar di Rotterdam" =D

In quanto al business project, ormai il mio team è alle battute finali, con la consegna al cliente (Philips Lighting) e all'università nel giro di una settimana. A seguire una presentazione il 9 maggio, e una presentazione "finale" il 12 per i migliori tre progetti. Per ingozzare il "cannarone" (=stomaco), e pomparci indi di energie, qualche sera fa abbiamo organizzato una cena di gruppo al Coopvaert, in cui c'era anche Paolo; per l'occasione ho cucinato delle deliziose farfalle al salmone e vodka, che hanno riscosso un evidente successo. Oltre a questo, abbiamo finalmente chiuso con le "Leadership session", quegli incontri idioti per capire le dinamiche di gruppo, ma anche in cui mi sono ritrovato a cantare una versione personale di Relight My Fire in classe =D


giovedì 16 aprile 2009

Dirty pretty things in the UK

(Post in differita, 14 aprile 2009, dieci di sera più o meno)


Sto scrivendo questo post da un...postaccio, ovvero la hall di Luton, peggior aeroporto di Londra. Mi aveva avvertito Moss (il mio parente britannico): i controlli di sicurezza sono per qualche strano motivo più lunghi e complessi, ma soprattutto la borsa del laptop è considerata bagaglio a mano; per questo, qualche giorno fa, ho dovuto aggiungere un bagaglio alla mia prenotazione, cosa che comunque avrei fatto, vista la quantità di shopping! Nella lista della spesa, tra l'altro, è finito pure un altro trolley, tanto per dire.

Comunque, la cosa bella è che ho perso il volo per Amsterdam qualche ora fa. Nonostante sia arrivato in aeroporto con 3 ore di anticipo, devo aver preso un abbaglio dopo un cappuccino da Costa, poiché ho letto male l'orario di imbarco sul tabellone. Cosicché sono arrivato tutto spavaldo e brillante al gate, dove però mi sono accorto della vaccata fatta. Poco male, ho prenotato il volo del mattino dopo alle 6, il che significa che sperimenterò la notte negli aeroporto londinesi (dopo aver testato Parigi Charles de Gaulle lo scorso novembre).

L'attesa, quando non si è a casa propria, è una delle cose peggiori che possano capitare. Non puoi farti una doccia, accendere la TV e lanciare la tua serie preferita. Potrei sopperire parzialmente trastullandomi col laptop e facendo qualche altra telefonata. Se non fosse che entrambi sono "morti", in termini di batteria, e non ho intenzione di spendere altre 6 sterline per comprare l'adattatore per la presa (cosa che ho lasciato in Italia da qualche parte).

Cerco di farmi passare in qualche modo il tempo, in parte leggendo qualcosa di musicale (il numero di NME della scorsa settimana, e il libro-corso Learn to play guitar comprato in saldo a 6 sterline), in parte scrivendo queste note a matita sul mio diario. In più "ascolto" le conversazioni di una famiglia ungherese seduta vicino a me nella hall - mi sono quasi innamorato del viso di una delle figlie, sembra Scarlett in Lost in translation.

Tornando a Londra: grandi giornate, inclusa la Pasqua passata con Antonio (detto CZ), che non vedevo da un pezzo. Con lui ci siamo sparati una delle più lunghe e fantasiosamente alternative nottate degli ultimi tempi. Partiamo da una nota pizzeria di Notting Hill, l'Arancina, quella con la Mini in vetrina, e dal Belushi's di Shepherd's Bush, dove finisco per provolare la barwoman parigina, ovviamente in francese, e dove ci rinfreschiamo con un paio di drink. Ma la notte è giovane, e dopo lo Snake Bite ci ritroviamo a vagare per SoHo alla ricerca di luoghi della perdizione. Che però non sono più come una volta: pienone di turisti. Cambio di rotta, si va nei quartieri emergenti della nightlife londinese.

Poco dopo la mezzanotte siamo infatti all'Hoxton Square, luogo scoperto la scorsa estate (in vacanza col quartetto dello Jean Monnet), e più o meno dove Richard Ashcroft, imitato poi da me, ha girato il video di Bittersweet Symphony. Un paio di cocktail, un giro sulla pista electro-pop, e fuori per un quarter pounder in uno di quei tanti cloni di Kentucky Fried Chicken. Cambio di scena ulteriore, si va a Camden Town, dove però l'offerta pasquale non è molto interessante: tanti ubriaconi e qualche show di bassa importanza al Koko.

Dopo un'interminabile attesa riusciamo a prendere un double-decker bus, col quale ci ritroviamo a fare un tour della beatlesiana Abbey Road, per poi essere scaricati a pochi passi dalla dimora di Freddie Mercury. Colgo l'occasione e mi trascino Antò in un improbabile pellegrinaggio alle 4 di notte, con tanto di foto ricordo.

(A questo punto mancavano poco più di 4 ore al check-in, indi mi sono messo a dormire.)

Arrivederci, Londra.

sabato 4 aprile 2009

The sunny side of Rotterdam

Si chiude oggi una settimana di splendido bel tempo, in cui il tepore primaverile ha senz'altro irradiato le giornate e spazzato via la malasorte del periodo precedente. L'ultimo di tali episodi poco fortunati è stato il furto della bici, che avevo parcheggiato di fronte casa con un pesante catenaccio...che però non è bastato. Il conto del mezzo, tra acquisto, riparazioni e l'assurda multa presa due giorni prima, si è dunque attestato su circa 120 euro, che non sono stati ammortizzati come previsto: in totale l'avrò usata neanche una decina di volte!

Poco male, tuttavia, dal momento che ieri notte mi sono finalmente imbattuto in uno dei famigerati junkie, i "fattoni" di Rotterdam, detti anche "tossici" dagli immigrati italioti, coloro che rubano le bici altrui per alimentare il mercato nero. Alla fine sono dovuto venire a compromessi con la loro realtà, e lasciargli 20 euro per portarmi a casa la seconda bici dell'avventura olandese, sperando anche che sia l'ultima. Stamattina, con un salto al mercato di Blaak (praticamente sotto casa), mi sono procurato un nuovo catenaccio meno forzabile del precedente - anche se gira voce che qui costi meno la tenaglia per i catenacci che questi ultimi.

Nel frattempo ho iniziato l'ultimo corso della mia carriera universitaria, titolato Entrepreneurial Finance & Private Equity, a proposito di start-up, loro valutazione, e raccolta di capitale per iniziare un'avventura imprenditoriale. Nonostante l'inquietante presenza di astruse macro per Excel qua e là, il corso per ora si è rivelato interessante, se non altro per la proiezione di due puntate di Dragon's Den - uno dei miei programmi inglesi preferiti - nelle prime lezioni.

A proposito di UK, dal 9 al 14 sarò per la quinta volta nell'isola che viene così descritta dalla serie Little Britain:
Britain, Britain, Britain! Discovered by Sir Henry Britain in sixteen-oh-ten. Sold to Germany a year later for a pfennig and the promise of a kiss. Destroyed in eighteen thirty-fourty two, and rebuilt a week later by a man. This we know. Hello. But what of the people of Britain? Who they? What do? And why?

Cosa fa il popolo inglese, e perché, è ciò che sto approfondendo ultimamente per un altro motivo, ovvero la ricerca dello stage estivo che sarà uno degli ultimi tasselli per laurearmi (presumibilmente a ottobre). Pare che la situazione sia peggiorata nella City, culminando negli scontri degli ultimi giorni. Tuttavia non demordo, e spero che si apra qualche posizione in settori non strettamente finanziari, che invece sono quelli dove la crisi si sta facendo sentire in modo più diretto. Per ora vado di application a raffica, se non va in porto nulla mi rifugerò da un qualche ufficio placement sperando nella grazia divina.

Saluto tutti annunciando che domani mattina il compagno Paolo correrà la Maratona di Rotterdam, per il percorso completo di 42 km! Tra l'altro ho proposto a JECoMM, l'associazione di consulenza da me fondata nel 2007, di sponsorizzare la sua corsa. Ecco la t-shirt con il nostro logo:


mercoledì 25 marzo 2009

Dedicato alla sfiga

La legge di Murphy continua a fare esperimenti sul sottoscritto: se qualcosa può andare male, sicuramente andrà nel peggiore dei modi, con tanto di dedica ad Alfredo. Scrivo questo post di getto, senza troppo ponderare, perché è degno di essere scritto a caldo e senza troppo indugiarci. Si tratta semplicemente di fatti oggettivi troppo freschi. E magari alla fine qualcuno riuscirà anche a trarne una morale.

La settimana in Italia doveva essere una vacanza; in realtà, già un giorno prima della partenza, ero stato avvisato di "un problemino" a una delle auto di famiglia, un'Alfa 145. Giunto nel garage di casa, osservo una notevole ammaccatura di gran parte del muso sinistro. Mia madre aveva assoldato una cooperativa no profit per far sistemare il garage (un po' incasinato, prima), fatto sta che uno di questi lavoratori avrebbe tentato di spostare l'auto senza neanche avere la patente ("m'è scivolato il piede dalla frizione!", avrebbe detto).

Ma non mi do troppo pensiero: di lì a poco avrei rivisto tutti i miei amici più cari e mi sarei divertito e rilassato. Invece scopro che, durante le manovre, anche la mia cara 206 è stata tamponata, fortunatamente in modo meno grave. Però il danno c'è. Ma anche qui cerco di rilassarmi: sono troppo ottimista per penarmi di fronte a tali bazzecole!

Tuttavia, a causa di una serie di problemi non dipendenti dalla mia volontà, mi saltano gran parte dei piani per i pomeriggi del weekend, cosicché resto a casa improduttivo per buona parte della vacanza. A ciò si aggiungono le varie incombenze amministrative, come andare dal notaio e dal commercialista, pagare ua stupida multa presa mentre traslocavo dall'appartamento di Milano Rovereto, e così via. Ero vicino all'ebollizione.

Lunedì sera riesco finalmente a salutare la mia migliore amica per 10 minuti (che è meglio di zero) e subito dopo a pasteggiare a casa del fidato Gianfilippo, che non ero riuscito a incontrare nel break di febbraio. Con questo (e forse ci voleva solo questo...) riparto martedì con il morale un po' migliorato - rischiando anche di perdere il volo grazie ai tempi biblici dei trasporti da Cantù a Malpensa - in attesa di ricominciare i corsi oggi, mercoledì.

Nonostante l'aspettativa di tornare in Olanda e dimenticare la pessima parentesi italiana, devo però rassegnarmi alla negatività del periodo. Stamattina sono uscito con la nuova bici (le cui riparazioni mi sono costate tanto quanto la bici stessa) per fare un po' di spesa da Albert Heijn: il frigo era ovviamente vuoto e sono stato costretto a saltare la colazione. Di ritorno, mentre parcheggio davanti casa col sacchetto della spesa pieno, vengo approcciato da un energumeno in bicicletta in divisa da polizia, che inizia a bofonchiare qualcosa in olandese; alla mia richiesta di spiegarsi in inglese, mi fa presente che dei suoi colleghi "mi hanno richiamato mentre salivo con la bici sul marciapiede" (2 metri, per parcheggiare...), ma io non avrei reagito (come se parlassi olandese). Nel frattempo sopraggiunge un altro agente, altrettanto energumeno.

A nulla valgono i vari "non sono del posto" e "non capisco l'olandese e non ho compreso che qualcuno mi stesse chiamando", la risposta è stata: "Se sei in Olanda devi sapere le regole olandesi e devi prestare attenzione quando ti chiamano, anche se non parli olandese! Questa volta ritieniti fortunato, quando non si risponde a un richiamo degli agenti sono 150 euro di multa, te ne facciamo solo 35 euro!". Probabilmente temendo che potessi usare qualche potere magico e liberarmi dalla situazione, in lontananza vedo sopraggiungere un terzo agente (stavolta una donnina...), ma la stazza dei primi due, unita alla voglia di evitare altri ca**i, mi disincentiva dal rispondere male. Ma giuro che un "vaffanculo" l'ho pensato! =D -.-'

Al che mi rendo conto che tutto il mondo è paese: non solo a Milano si cerca di fare cassa nel modo più spudoratamente facile. Dopo aver pagato 64 euro per una stupida visita medica di 5 minuti (quando ebbi l'intossicazione alimentare), e dopo questa bella avventura mattutina, mi rendo definitivamente conto che non è vero che l'erba del vicino è sempre più verde, se si è italiani.

Ah, il professore ha appena scritto che la prima lezione, programmata per oggi pomeriggio, salta bellamente. A saperlo mi sarei goduto il sole italiano ancora un po'. Poco male, ora ho del materiale per cucinare e un po' di libri da leggere. Passerà. Intanto, voi altri, godetevi uno scorcio del laghetto di Kralingen, con la sua coppia di mulini a vento:

domenica 22 marzo 2009

Apri una parente!

Da mercoledì sono sotto il tiro di una di quelle situazioni che dovrei evitare il più possibile, ma dalle quali non posso fare a meno di sottrarmi. Sto parlando del mio rientro/parentesi in Italia per una settimana (18-24 marzo) che, come già preannunciavo, è stato più duro del previsto. Oggi, complice la cancellazione di un'uscita e di una sonnolenza mica male (provocata da una sfacchinata in mountain bike dopo aver portato un'auto con muso sfasciato dal carrozziere), ho passato il pomeriggio in uno stato comatoso in cui sono riuscito a combinare ben poco - tra cui la compilazione di un'application per un maledetto e pidocchioso stage estivo che non si riesce a trovare.

A ciò si aggiungono le complessità che muovono alcune relazioni interpersonali nella terra natìa, e che ogni volta sono una mazzata, per un uomo che invece avrebbe bisogno di un filo di stabilità per riprendersi la forza che lo contraddistingueva. Le mappe mentali sono la maledizione peggiore per i rapporti umani: sviluppate la mappa mentale perfetta, e ve la ritroverete accartocciata. Non esistono opinioni, ma visioni del mondo divergenti.

Mi sono ripreso poc'anzi con un'esilarante cena a casa del mio migliore amico, al secolo (e al decennio) Mattia, tentando di aiutare sua sorella a trovare un argomento adatto per la tesina, di stampo moda/design: da un'improbabile Storia dell'ago nel pagliaio, passando per autentiche "cappellate" come Dal cappellaio matto al berretto frigio, fino alla sempre attuale Evoluzione del sushi bento: da "Johnny è quasi magia" a oggi. Il delirio è proseguito con una serata a Como in compagnia di Pol (soprannome, dall'etimologia ancora sconosciuta dopo circa 6 anni, con il quale chiamiamo Angelo).

Dopo vino, limoncello e birra ho finalmente accumulato una stanchezza che si possa definire tale. Indi per cui, dopo una rapida sessione di sms della buonanotte (sic!), mi dileguo nel mio letto italiano. Vi lascio con uno scorcio del retro della mia casa a Rotterdam, nella quale tornerò martedì sera.


domenica 8 marzo 2009

Una notte al museo

Una notte al museo era un film uscito al cinema poco più di un anno fa, protagonista il mitico Ben Stiller. Lui, guardiano del museo, vi rimaneva rinchiuso una notte, e tutto ciò che lo circondava - dagli scheletri di dinosauro all'esercito di George Washington - prendeva vita. Qualcosa del genere accadeva lo scorso weekend a Rotterdam, in occasione della nona edizione della Rotterdamse Museumnacht.

La città è un fiore all'occhiello per quanto riguarda architettura e arte contemporanea. In questo momento, se alzo lo sguardo oltre il vetro della finestra, ho davanti a me uno skyline che ricorda più lussuosi appartamenti di Manhattan: le gru illuminate e il pontile del Maritiem Museum, il nuovo ardito Erasmus Bridge, e tre curiosi palazzi illuminati rispettivamente in rosso, giallo e blu (...il colore che vuoi tu).

Lo scorso sabato sera ho dunque raggiunto i miei compagni di classe in un tour alternativo. Cuore della notte è stato per noi il Museumpark, zona nevralgica per gli appassionati d'arte, un grande parco che concentra in poco spazio chicche come il Museum Boijmans Van Beuningen, la Kunsthal Rotterdam, e il Natuurhistorisch Museum. Dotati di un badge che ci dava accesso libero a tutti i musei dalle 20 alle 2 di notte, ci siamo buttati in un'esplorazione a 360 gradi. A un ingresso in un museo o in una galleria si alternava una birra in questo o quell'altro bar di Witte de Withstraat.

Ma a dare un tocco di "professionalità" al tutto erano i mitici Fatboy sparsi per i musei, fatti apposta per stravaccarcisi sopra:


Il resto del weekend è stato dominato dalla "toccata e fuga" a Bruxelles per lo Spring Meeting, viaggio che si sarebbe dovuto consumare venerdì, ma che poi si è prolungato fino a sabato pomeriggio a causa delle pressioni di una cinquantina di persone (Alfredo! Please stay also tomorrow!). Ulteriori news - dal meeting alla vita ciclistica olandese - nel prossimo post.

Intanto deliziatevi con il risotto al curry con frutti tropicali e pane indiano che ho preparato settimana scorsa:

domenica 1 marzo 2009

Cook with Deyan

Siamo sinceri: il cibo olandese è la peggior invenzione dopo l'Isola dei Famosi. Ricordo quando approdai la prima sera a Rotterdam, subito in cerca di un posto ove consumare un qualunque pasto.

Erano le undici di sera: tutto chiuso.

Spiccava un kebabbaro turco. Fu l'inizio di una serie di giornate all'insegna dell'esotico: libanese, indonesiano...intossicazione alimentare.

Successivamente, acquisiti dei ritmi di vita più umani, anche l'alimentazione si è stabilizzata. Terminato l'effetto sorpresa del cibo d'oltrecontinente, è iniziata una nuova era all'insegna del mangiar bene. Anzi, siamo andati addirittura oltre: il coinquilino bulgaro, Deyan, si è rivelato un cuoco provetto. Discepolo di Jamie Oliver, nascente stella della cucina (as seen on TV), si diletta in manicaretti di tutti i tipi.

Ovviamente non ho voluto essere da meno, cosicché anche per me si sono materializzate diverse occasioni per affinare le mie doti culinarie. Ecco alcuni dei piatti preparati da me o insieme:

Risotto con gamberetti, carote e pomodori a fette

Bistecca di maiale con impanatura vegetariana, contorno di funghi champignon e patatine fritte

Mish-mash, piatto bulgaro a base di feta, verdure e ortaggi mixati in uova

English breakfast, anche nota come fry-up

domenica 22 febbraio 2009

Le folate traditrici

Tra il Maritiem Museum e il Coopvaert - che, per chi si fosse perso dei pezzi, è il grattacielo dove abito - c'è una scultura moderna in memoria del bombardamento di Rotterdam, sciaguratamente avvenuto per mano della Luftwaffe crucca l'ultimo giorno della Seconda Guerra Mondiale. Il centro cittadino fu ricostruito in fretta e furia, con un grosso problema che ne derivò: era troppo esposto al vento che risaliva la Nuova Mosa. Dagli anni Settanta in poi un nuovo piano urbanistico ha ridato un'immagine di compattezza alla città, e ne ha definito lo spirito architettonicamente ardito che oggi la contraddistingue.

Tuttavia, ogni santa volta che vado a fare la spesa da Albert Heijn - la Coop locale, AH è dotato di un sinistro quasi-monopolio nelle città olandesi - , attraversando l'arteria detta Coolsingel, rischio l'esistenza nei pressi di un crocicchio ove s'incontrano almeno quattro venti. Folate maestose attentano alla vita dei pedoni che si avventurano in questi venti metri quadri di Rotterdam.

Grazie all'esperienza, fortunatamente, esco sempre indenne dalle Colonne di Coolsingel. In una delle ultime spedizioni da Albert Hejin mi sono procacciato del materiale per cucinare un'originale lasagna all'olandese, azzardo culinario del coinquilino bulgaro (che però rimane talentuoso). Prossimamente riporterò le avventure culinarie come suo assistente cuoco...

Le altre esperienze rilevanti della settimana passata riguardano principalmente il Business Project e il mitico carnevale olandese. In quanto al primo, venerdì scorso ho finalmente messo piede ad Eindhoven, cittadina strutturalmente senza infamia e senza lode, praticamente dominata dagli edifici della Philips e dallo stadio del PSV. Io mi sono diretto con le altre tre ragazze (sic!) del gruppo agli uffici della divisione Lighting, in codesta guisa:


Ancora peggio sono riuscito a combinare per il Carnaval di Breda, altro noto centro dei Paesi Bassi meridionali. Un compendio di birra annacquata e travestimenti vari. Pare che i locali, probabilmente ancorati a un passato di gloriose colonizzazioni e a un presente globalmente commerciale, siano fissati con i personaggi attinenti alla navigazione; quindi spazio a capitani e colonnelli di marina. Non riesco invece a spiegarmi il plotone di poliziotte.

In quanto a me, con soli tre accessori (bastone di plastica, bombetta made in China e baffi posticci) ho inscenato un Charlie Chaplin olandesizzato, con tanto di cravatta orange a donare un tocco di Dutch al tutto. Ecco il team di Breda al completo:

Doei!

mercoledì 18 febbraio 2009

Missiva internazionale

Sorpresa! Da oggi continuerò a scrivere questo blog in italiano. Infatti le "pizza connection" in Italia hanno chiesto a gran voce resoconti sulla mia esperienza olandese, ma ovviamente molti pizzaioli non conoscono la lingua inglese. Ergonsi (ops, volevo dire "quindi") ecco servita l'audience. Tra l'altro gli amici stranieri in Italia hanno ormai appreso l'italiano, mentre ai compagni di questo semestre non credo dovrebbe fregare qualcosa di quello che faccio a due passi da loro.

In ogni caso riassumo brevemente come sono andate queste prime settimane. Sbarcato nella terra dei mulini a vento (alé, altro stereotipo, ora mancano solo gli zoccoli all'aeroporto!) il 27 gennaio di sera, dopo varie peripezie riguardanti aerei e compagnia bella, ho passato i primi giorni a Dordrecht, paesino sperduto in una specie di parco nazionale a base di torrenti e ponti alla Dawson's Creek. L'occasione era un "integration trip" per iniziare a costruire spirito di gruppo con i nuovi compagni di classe, una quarantina di sbandati aspiranti manager (non voglio sapere cos'altro aspirino) da tutta Europa.

Dopo la parentesi dordrechtiana, in compagnia del compagno Paolo che mi ha accompagnato, mi sono accompag...ehm, diretto finalmente in pianta stabile a Rotterdam, dove è stata subito chiusa la pratica-appartamento. In base a non so quale botta di mazzo, mi trovo al tredicesimo piano di uno dei più recenti exploit architettonici della città, un palazzone di un centinaio di metri chiamato De Coopvaert. Per dimostrare che si tratta di un "landmark", qualche giorno fa alla reception distribuivano ai condòmini un libro illustrato sulle tappe della costruzione.

E poi c'è l'università, la mitica Erasmus - che caso, qui si chiama tutto Erasmus! Per farla breve, sto seguendo un corso dal nome così originale, ma così inaspettato che...vabbè, ve lo dico e basta: International Management & Organisation. In cattedra, una crucca incinta con la sana abitudine di dare 2-3 assignment o lavori di gruppo da consegnare prima di ogni lezione.

Alle lezioni in aula si aggiunge il Business Project, che sostanzialmente (nella sostanza) è un progetto di consulenza per un'aziendina locale. Nel nostro caso l'aziendina è la divisione illuminazioni della Philips, e per questo motivo venerdì andrò col mio gruppo nella ridente (ma dove?) Eindhoven a sporcare i loro uffici.

Nel frattanto non sono mancati degli incidenti di percorso, tipo un'intossicazione alimentare e la famigerata influenza australiana, di botto nel giro di una settimana di fuoco. Personalmente, dopo lo sfogo sto meglio di prima. Al recupero ha contribuito un breve rientro in Italia (12-15, al netto neanche tre giorni), in cui avrò dormito sì e no una decina di ore in tutto. Ma volete mettere con l'incontrare a raffica le persone a cui tieni di più?

Nei prossimi giorni arriveranno aggiornamenti più concreti sulle attività quotidiane. Intanto stasera cucinerò una bella pasta con salsa di tonno e pomodoro, dopo che ieri sera il coinquilino bulgaro si è sbizzarrito con una ricetta a base di pesce che è stata gradita (e divorata) in massa, e a cui ho contribuito con una purea di patate speziata.

Il dopo cena è un happy hour (che qui significa solo birra e niente cibo) in Avenue Concordia, ritrovo studentesco per eccellenza per gli sfollati che abitano le topaie di Kralingen.

Tot ziens!

lunedì 9 febbraio 2009

De Coopvaert

Yeah, you were asking about the apartment I took with Paolo: now you are having it delivered. It is located in the very centre of Rotterdam, in front of the metro stop Beurs - which corresponds to the town's shopping heart, reachable in just two minutes of comfortable walk. Now, the interesting thing is that exchange students here usually end up either in a "studenthuis" or in a barren tiny shared apartment.

We ended up in De Coopvaert, one of the newest ritzy skyscrapers of the fancy skyline of Rotterdam.


Thirty floors of apartments; we are at number 13. The view from here is amazing, especially at night (maybe because at day it is usually grey). There is a concierge at the groundfloor, and three security doors. Don't ask me why we got here, a friend-of-a-friend-of-Paolo seems to be well connected here. In these cases, I don't ask either. I simply enjoy.

mercoledì 4 febbraio 2009

First hurdles (won't stop us)

Ok, the sunny days have gone away. Now it looks more like Rotterdam: grey since early morning till the end of the working day - here at 5 or 6 pm, local dinner time - , then the sky turns into black and everything looks much prettier, thanks to an appropriate skyline and cool lighting.

On Monday we had the first class at RSM - Rotterdam School of Management, in the Erasmus University. We are starting these first six weeks with a course on cross-cultural management topics, together with a business project with Philips which will span through the whole semester. On Friday I'll be with my team in Eindhoven for the first briefing with the company. Right now you can see how the main university building was on a pretty day.



We encountered an issue here, as the workload at RSM is quite intensive. Professors give assignments for practically every class, so you need to study progressively and always have to be prepared with the various written tasks.

But the most problematic event so far was surely a food poisoning episode we went through on Monday evening, after having some Dutch and Indonesian food (bad choice at all...). Me and Paolo had some throw-up time, while I also had fever for a whole day. Now we're recovering with some standard medicines to restore the full functionality of our flora. Today I'm feeling more or less dizzy, I have been listening to Ultra for hours, looking from my window at the boats navigating under the bridge - things I would not do in normal conditions.

Oh, this is how my room looks like right now, with the new cheap wardrobe, desk and office chair; you can spot the door opening towards the living room on the right. I will show the other side of the room later, since it still needs some cleanup and reorganization. Good day! =)


domenica 1 febbraio 2009

And so here is the sun...

Yeah, there is sun also in the Netherlands. First-semester exchange students told me that I would not encounter a single day of sun, but rather rainy and foggy days. Yesterday we exploited this thing to go to the Ikea in Delft, and buy some furniture that was missing in our rooms. Reyndert, our tenant (a Dutch freshly-graduated young man working in Amsterdam), brought us to the shop with a small van (!). I spent around 110 euros to bring home a wardrobe, a desk, an office chair, some boxes and a bin.



We just had lunch: a plate of tagliatelle, some ham and Dutch cheese, and - surprise - oysters prepared by Deyan, our other flatmate from Bulgaria. This evening, as flatmates, we are going to have our first dinner together; indeed, in the past days, me and Paolo had a series of exotic dishes in the many local restaurants or take-aways. We already had a Turkish kebab on the first night, a Thai-Vietnamese dinner a couple of nights ago, and Lebanese food yesterday.

The rest of this first (sunny) Sunday I will continue building the furniture for my small bedroom, planning to shop a while afterwards. I really need a bike to feel closer to the local culture (and to go to the University tomorrow for the beginning of classes).

I leave all of you with a photo of the Rotterdam skyline taken from the living room of these apartments, just to give you a rough idea of the amazing place where I live ;) Photos of the building will arrive soon...


venerdì 30 gennaio 2009

Welcome to Holland

First hours in the Netherlands. I landed with Paolo in Amsterdam four days ago, on the 27th, then got soon in our new hometown, Rotterdam. Just the time to visit some offices at RSM (our university) and to take a look to the apartment where we will stay. Then the organizing team accompanied us to Dordrecht, a small town south-east of Rotterdam, to follow a two-day seminar held by a Belgian coaching and consulting firm.

Four months of exchange are not really a long time, but they may be enought to grasp an idea about the way people live in these parts of Europe, not just from a climatic or gastronomic perspective. This is why I eventually opened a blog (in the past years there have been other similar projects, never landed obviously), that is to share anything I will come across and which will stimulate my curiosity.

In the meantime, as an appetizer, I will just post a photo taken this afternoon in Rotterdam, as we came back from Dordrecht, to give you an idea of what the city looks like (click for a larger image size).

Tot ziens.