mercoledì 29 aprile 2009

Bollettino olandese

Yo dudes!

L'espressione del mese, tratta in parte dal film The Big Lebowski (sugli schermi del Coopvaert un paio di sere fa), apre questo bollettino di aggiornamenti dall'Olanda. I post si sono fatti meno fitti, ma d'altronde manca poco meno di un mese alla fine del semestre, e il carico di lavoro è conseguentemente incrementato. Tra lavori di gruppo e report ci sarà ancora da divertirsi per un po'. L'ultimo corso della mia carriera universitaria, Entrepreneurial Finance & Private Equity, si è rivelato peggio del previsto: i lavori di gruppo non sono altro che dissertazioni sui metodi statistici impiegati nei paper accademici.

L'evento recente di maggior rilievo è stato ovviamente Koninginnedag, o Queensday per 'noantri, la giornata nazionale di celebrazioni in onore della regina - la quale è scampata ad un attentato ad Apeldoorn, un paese a est di Amsterdam, per mano di un pazzo che si è scagliato in auto contro il bus reale. Quest'incidente ha causato una giornata di lutto nazionale. Tuttavia le celebrazioni nelle altre località sono state solo "accorciate". Io e la mia classe CEMS abbiamo quindi passato l'intero pomeriggio per le strade di Amsterdam, in un pandemonio culminato in un deejay stage nella Museumplein.

Nel frattanto qualche compleanno qua e là dissemina il semestre di feste e festini. Un paio di "serate bulgare" coi coinquilini e compagnia arricchiscono il menu primaverile. A proposito di bulgari, circa tre settimane fa l'olandese Reyndert si è definitivamente trasferito ad Amsterdam, e al suo posto è arrivato Viktor, altro rappresentante della terra della feta. Ieri sera ci siamo ritirati addirittura alle quattro dopo una nottata inutile nei "peggiori bar di Rotterdam" =D

In quanto al business project, ormai il mio team è alle battute finali, con la consegna al cliente (Philips Lighting) e all'università nel giro di una settimana. A seguire una presentazione il 9 maggio, e una presentazione "finale" il 12 per i migliori tre progetti. Per ingozzare il "cannarone" (=stomaco), e pomparci indi di energie, qualche sera fa abbiamo organizzato una cena di gruppo al Coopvaert, in cui c'era anche Paolo; per l'occasione ho cucinato delle deliziose farfalle al salmone e vodka, che hanno riscosso un evidente successo. Oltre a questo, abbiamo finalmente chiuso con le "Leadership session", quegli incontri idioti per capire le dinamiche di gruppo, ma anche in cui mi sono ritrovato a cantare una versione personale di Relight My Fire in classe =D


giovedì 16 aprile 2009

Dirty pretty things in the UK

(Post in differita, 14 aprile 2009, dieci di sera più o meno)


Sto scrivendo questo post da un...postaccio, ovvero la hall di Luton, peggior aeroporto di Londra. Mi aveva avvertito Moss (il mio parente britannico): i controlli di sicurezza sono per qualche strano motivo più lunghi e complessi, ma soprattutto la borsa del laptop è considerata bagaglio a mano; per questo, qualche giorno fa, ho dovuto aggiungere un bagaglio alla mia prenotazione, cosa che comunque avrei fatto, vista la quantità di shopping! Nella lista della spesa, tra l'altro, è finito pure un altro trolley, tanto per dire.

Comunque, la cosa bella è che ho perso il volo per Amsterdam qualche ora fa. Nonostante sia arrivato in aeroporto con 3 ore di anticipo, devo aver preso un abbaglio dopo un cappuccino da Costa, poiché ho letto male l'orario di imbarco sul tabellone. Cosicché sono arrivato tutto spavaldo e brillante al gate, dove però mi sono accorto della vaccata fatta. Poco male, ho prenotato il volo del mattino dopo alle 6, il che significa che sperimenterò la notte negli aeroporto londinesi (dopo aver testato Parigi Charles de Gaulle lo scorso novembre).

L'attesa, quando non si è a casa propria, è una delle cose peggiori che possano capitare. Non puoi farti una doccia, accendere la TV e lanciare la tua serie preferita. Potrei sopperire parzialmente trastullandomi col laptop e facendo qualche altra telefonata. Se non fosse che entrambi sono "morti", in termini di batteria, e non ho intenzione di spendere altre 6 sterline per comprare l'adattatore per la presa (cosa che ho lasciato in Italia da qualche parte).

Cerco di farmi passare in qualche modo il tempo, in parte leggendo qualcosa di musicale (il numero di NME della scorsa settimana, e il libro-corso Learn to play guitar comprato in saldo a 6 sterline), in parte scrivendo queste note a matita sul mio diario. In più "ascolto" le conversazioni di una famiglia ungherese seduta vicino a me nella hall - mi sono quasi innamorato del viso di una delle figlie, sembra Scarlett in Lost in translation.

Tornando a Londra: grandi giornate, inclusa la Pasqua passata con Antonio (detto CZ), che non vedevo da un pezzo. Con lui ci siamo sparati una delle più lunghe e fantasiosamente alternative nottate degli ultimi tempi. Partiamo da una nota pizzeria di Notting Hill, l'Arancina, quella con la Mini in vetrina, e dal Belushi's di Shepherd's Bush, dove finisco per provolare la barwoman parigina, ovviamente in francese, e dove ci rinfreschiamo con un paio di drink. Ma la notte è giovane, e dopo lo Snake Bite ci ritroviamo a vagare per SoHo alla ricerca di luoghi della perdizione. Che però non sono più come una volta: pienone di turisti. Cambio di rotta, si va nei quartieri emergenti della nightlife londinese.

Poco dopo la mezzanotte siamo infatti all'Hoxton Square, luogo scoperto la scorsa estate (in vacanza col quartetto dello Jean Monnet), e più o meno dove Richard Ashcroft, imitato poi da me, ha girato il video di Bittersweet Symphony. Un paio di cocktail, un giro sulla pista electro-pop, e fuori per un quarter pounder in uno di quei tanti cloni di Kentucky Fried Chicken. Cambio di scena ulteriore, si va a Camden Town, dove però l'offerta pasquale non è molto interessante: tanti ubriaconi e qualche show di bassa importanza al Koko.

Dopo un'interminabile attesa riusciamo a prendere un double-decker bus, col quale ci ritroviamo a fare un tour della beatlesiana Abbey Road, per poi essere scaricati a pochi passi dalla dimora di Freddie Mercury. Colgo l'occasione e mi trascino Antò in un improbabile pellegrinaggio alle 4 di notte, con tanto di foto ricordo.

(A questo punto mancavano poco più di 4 ore al check-in, indi mi sono messo a dormire.)

Arrivederci, Londra.

sabato 4 aprile 2009

The sunny side of Rotterdam

Si chiude oggi una settimana di splendido bel tempo, in cui il tepore primaverile ha senz'altro irradiato le giornate e spazzato via la malasorte del periodo precedente. L'ultimo di tali episodi poco fortunati è stato il furto della bici, che avevo parcheggiato di fronte casa con un pesante catenaccio...che però non è bastato. Il conto del mezzo, tra acquisto, riparazioni e l'assurda multa presa due giorni prima, si è dunque attestato su circa 120 euro, che non sono stati ammortizzati come previsto: in totale l'avrò usata neanche una decina di volte!

Poco male, tuttavia, dal momento che ieri notte mi sono finalmente imbattuto in uno dei famigerati junkie, i "fattoni" di Rotterdam, detti anche "tossici" dagli immigrati italioti, coloro che rubano le bici altrui per alimentare il mercato nero. Alla fine sono dovuto venire a compromessi con la loro realtà, e lasciargli 20 euro per portarmi a casa la seconda bici dell'avventura olandese, sperando anche che sia l'ultima. Stamattina, con un salto al mercato di Blaak (praticamente sotto casa), mi sono procurato un nuovo catenaccio meno forzabile del precedente - anche se gira voce che qui costi meno la tenaglia per i catenacci che questi ultimi.

Nel frattempo ho iniziato l'ultimo corso della mia carriera universitaria, titolato Entrepreneurial Finance & Private Equity, a proposito di start-up, loro valutazione, e raccolta di capitale per iniziare un'avventura imprenditoriale. Nonostante l'inquietante presenza di astruse macro per Excel qua e là, il corso per ora si è rivelato interessante, se non altro per la proiezione di due puntate di Dragon's Den - uno dei miei programmi inglesi preferiti - nelle prime lezioni.

A proposito di UK, dal 9 al 14 sarò per la quinta volta nell'isola che viene così descritta dalla serie Little Britain:
Britain, Britain, Britain! Discovered by Sir Henry Britain in sixteen-oh-ten. Sold to Germany a year later for a pfennig and the promise of a kiss. Destroyed in eighteen thirty-fourty two, and rebuilt a week later by a man. This we know. Hello. But what of the people of Britain? Who they? What do? And why?

Cosa fa il popolo inglese, e perché, è ciò che sto approfondendo ultimamente per un altro motivo, ovvero la ricerca dello stage estivo che sarà uno degli ultimi tasselli per laurearmi (presumibilmente a ottobre). Pare che la situazione sia peggiorata nella City, culminando negli scontri degli ultimi giorni. Tuttavia non demordo, e spero che si apra qualche posizione in settori non strettamente finanziari, che invece sono quelli dove la crisi si sta facendo sentire in modo più diretto. Per ora vado di application a raffica, se non va in porto nulla mi rifugerò da un qualche ufficio placement sperando nella grazia divina.

Saluto tutti annunciando che domani mattina il compagno Paolo correrà la Maratona di Rotterdam, per il percorso completo di 42 km! Tra l'altro ho proposto a JECoMM, l'associazione di consulenza da me fondata nel 2007, di sponsorizzare la sua corsa. Ecco la t-shirt con il nostro logo: