mercoledì 25 marzo 2009

Dedicato alla sfiga

La legge di Murphy continua a fare esperimenti sul sottoscritto: se qualcosa può andare male, sicuramente andrà nel peggiore dei modi, con tanto di dedica ad Alfredo. Scrivo questo post di getto, senza troppo ponderare, perché è degno di essere scritto a caldo e senza troppo indugiarci. Si tratta semplicemente di fatti oggettivi troppo freschi. E magari alla fine qualcuno riuscirà anche a trarne una morale.

La settimana in Italia doveva essere una vacanza; in realtà, già un giorno prima della partenza, ero stato avvisato di "un problemino" a una delle auto di famiglia, un'Alfa 145. Giunto nel garage di casa, osservo una notevole ammaccatura di gran parte del muso sinistro. Mia madre aveva assoldato una cooperativa no profit per far sistemare il garage (un po' incasinato, prima), fatto sta che uno di questi lavoratori avrebbe tentato di spostare l'auto senza neanche avere la patente ("m'è scivolato il piede dalla frizione!", avrebbe detto).

Ma non mi do troppo pensiero: di lì a poco avrei rivisto tutti i miei amici più cari e mi sarei divertito e rilassato. Invece scopro che, durante le manovre, anche la mia cara 206 è stata tamponata, fortunatamente in modo meno grave. Però il danno c'è. Ma anche qui cerco di rilassarmi: sono troppo ottimista per penarmi di fronte a tali bazzecole!

Tuttavia, a causa di una serie di problemi non dipendenti dalla mia volontà, mi saltano gran parte dei piani per i pomeriggi del weekend, cosicché resto a casa improduttivo per buona parte della vacanza. A ciò si aggiungono le varie incombenze amministrative, come andare dal notaio e dal commercialista, pagare ua stupida multa presa mentre traslocavo dall'appartamento di Milano Rovereto, e così via. Ero vicino all'ebollizione.

Lunedì sera riesco finalmente a salutare la mia migliore amica per 10 minuti (che è meglio di zero) e subito dopo a pasteggiare a casa del fidato Gianfilippo, che non ero riuscito a incontrare nel break di febbraio. Con questo (e forse ci voleva solo questo...) riparto martedì con il morale un po' migliorato - rischiando anche di perdere il volo grazie ai tempi biblici dei trasporti da Cantù a Malpensa - in attesa di ricominciare i corsi oggi, mercoledì.

Nonostante l'aspettativa di tornare in Olanda e dimenticare la pessima parentesi italiana, devo però rassegnarmi alla negatività del periodo. Stamattina sono uscito con la nuova bici (le cui riparazioni mi sono costate tanto quanto la bici stessa) per fare un po' di spesa da Albert Heijn: il frigo era ovviamente vuoto e sono stato costretto a saltare la colazione. Di ritorno, mentre parcheggio davanti casa col sacchetto della spesa pieno, vengo approcciato da un energumeno in bicicletta in divisa da polizia, che inizia a bofonchiare qualcosa in olandese; alla mia richiesta di spiegarsi in inglese, mi fa presente che dei suoi colleghi "mi hanno richiamato mentre salivo con la bici sul marciapiede" (2 metri, per parcheggiare...), ma io non avrei reagito (come se parlassi olandese). Nel frattempo sopraggiunge un altro agente, altrettanto energumeno.

A nulla valgono i vari "non sono del posto" e "non capisco l'olandese e non ho compreso che qualcuno mi stesse chiamando", la risposta è stata: "Se sei in Olanda devi sapere le regole olandesi e devi prestare attenzione quando ti chiamano, anche se non parli olandese! Questa volta ritieniti fortunato, quando non si risponde a un richiamo degli agenti sono 150 euro di multa, te ne facciamo solo 35 euro!". Probabilmente temendo che potessi usare qualche potere magico e liberarmi dalla situazione, in lontananza vedo sopraggiungere un terzo agente (stavolta una donnina...), ma la stazza dei primi due, unita alla voglia di evitare altri ca**i, mi disincentiva dal rispondere male. Ma giuro che un "vaffanculo" l'ho pensato! =D -.-'

Al che mi rendo conto che tutto il mondo è paese: non solo a Milano si cerca di fare cassa nel modo più spudoratamente facile. Dopo aver pagato 64 euro per una stupida visita medica di 5 minuti (quando ebbi l'intossicazione alimentare), e dopo questa bella avventura mattutina, mi rendo definitivamente conto che non è vero che l'erba del vicino è sempre più verde, se si è italiani.

Ah, il professore ha appena scritto che la prima lezione, programmata per oggi pomeriggio, salta bellamente. A saperlo mi sarei goduto il sole italiano ancora un po'. Poco male, ora ho del materiale per cucinare e un po' di libri da leggere. Passerà. Intanto, voi altri, godetevi uno scorcio del laghetto di Kralingen, con la sua coppia di mulini a vento:

domenica 22 marzo 2009

Apri una parente!

Da mercoledì sono sotto il tiro di una di quelle situazioni che dovrei evitare il più possibile, ma dalle quali non posso fare a meno di sottrarmi. Sto parlando del mio rientro/parentesi in Italia per una settimana (18-24 marzo) che, come già preannunciavo, è stato più duro del previsto. Oggi, complice la cancellazione di un'uscita e di una sonnolenza mica male (provocata da una sfacchinata in mountain bike dopo aver portato un'auto con muso sfasciato dal carrozziere), ho passato il pomeriggio in uno stato comatoso in cui sono riuscito a combinare ben poco - tra cui la compilazione di un'application per un maledetto e pidocchioso stage estivo che non si riesce a trovare.

A ciò si aggiungono le complessità che muovono alcune relazioni interpersonali nella terra natìa, e che ogni volta sono una mazzata, per un uomo che invece avrebbe bisogno di un filo di stabilità per riprendersi la forza che lo contraddistingueva. Le mappe mentali sono la maledizione peggiore per i rapporti umani: sviluppate la mappa mentale perfetta, e ve la ritroverete accartocciata. Non esistono opinioni, ma visioni del mondo divergenti.

Mi sono ripreso poc'anzi con un'esilarante cena a casa del mio migliore amico, al secolo (e al decennio) Mattia, tentando di aiutare sua sorella a trovare un argomento adatto per la tesina, di stampo moda/design: da un'improbabile Storia dell'ago nel pagliaio, passando per autentiche "cappellate" come Dal cappellaio matto al berretto frigio, fino alla sempre attuale Evoluzione del sushi bento: da "Johnny è quasi magia" a oggi. Il delirio è proseguito con una serata a Como in compagnia di Pol (soprannome, dall'etimologia ancora sconosciuta dopo circa 6 anni, con il quale chiamiamo Angelo).

Dopo vino, limoncello e birra ho finalmente accumulato una stanchezza che si possa definire tale. Indi per cui, dopo una rapida sessione di sms della buonanotte (sic!), mi dileguo nel mio letto italiano. Vi lascio con uno scorcio del retro della mia casa a Rotterdam, nella quale tornerò martedì sera.


domenica 8 marzo 2009

Una notte al museo

Una notte al museo era un film uscito al cinema poco più di un anno fa, protagonista il mitico Ben Stiller. Lui, guardiano del museo, vi rimaneva rinchiuso una notte, e tutto ciò che lo circondava - dagli scheletri di dinosauro all'esercito di George Washington - prendeva vita. Qualcosa del genere accadeva lo scorso weekend a Rotterdam, in occasione della nona edizione della Rotterdamse Museumnacht.

La città è un fiore all'occhiello per quanto riguarda architettura e arte contemporanea. In questo momento, se alzo lo sguardo oltre il vetro della finestra, ho davanti a me uno skyline che ricorda più lussuosi appartamenti di Manhattan: le gru illuminate e il pontile del Maritiem Museum, il nuovo ardito Erasmus Bridge, e tre curiosi palazzi illuminati rispettivamente in rosso, giallo e blu (...il colore che vuoi tu).

Lo scorso sabato sera ho dunque raggiunto i miei compagni di classe in un tour alternativo. Cuore della notte è stato per noi il Museumpark, zona nevralgica per gli appassionati d'arte, un grande parco che concentra in poco spazio chicche come il Museum Boijmans Van Beuningen, la Kunsthal Rotterdam, e il Natuurhistorisch Museum. Dotati di un badge che ci dava accesso libero a tutti i musei dalle 20 alle 2 di notte, ci siamo buttati in un'esplorazione a 360 gradi. A un ingresso in un museo o in una galleria si alternava una birra in questo o quell'altro bar di Witte de Withstraat.

Ma a dare un tocco di "professionalità" al tutto erano i mitici Fatboy sparsi per i musei, fatti apposta per stravaccarcisi sopra:


Il resto del weekend è stato dominato dalla "toccata e fuga" a Bruxelles per lo Spring Meeting, viaggio che si sarebbe dovuto consumare venerdì, ma che poi si è prolungato fino a sabato pomeriggio a causa delle pressioni di una cinquantina di persone (Alfredo! Please stay also tomorrow!). Ulteriori news - dal meeting alla vita ciclistica olandese - nel prossimo post.

Intanto deliziatevi con il risotto al curry con frutti tropicali e pane indiano che ho preparato settimana scorsa:

domenica 1 marzo 2009

Cook with Deyan

Siamo sinceri: il cibo olandese è la peggior invenzione dopo l'Isola dei Famosi. Ricordo quando approdai la prima sera a Rotterdam, subito in cerca di un posto ove consumare un qualunque pasto.

Erano le undici di sera: tutto chiuso.

Spiccava un kebabbaro turco. Fu l'inizio di una serie di giornate all'insegna dell'esotico: libanese, indonesiano...intossicazione alimentare.

Successivamente, acquisiti dei ritmi di vita più umani, anche l'alimentazione si è stabilizzata. Terminato l'effetto sorpresa del cibo d'oltrecontinente, è iniziata una nuova era all'insegna del mangiar bene. Anzi, siamo andati addirittura oltre: il coinquilino bulgaro, Deyan, si è rivelato un cuoco provetto. Discepolo di Jamie Oliver, nascente stella della cucina (as seen on TV), si diletta in manicaretti di tutti i tipi.

Ovviamente non ho voluto essere da meno, cosicché anche per me si sono materializzate diverse occasioni per affinare le mie doti culinarie. Ecco alcuni dei piatti preparati da me o insieme:

Risotto con gamberetti, carote e pomodori a fette

Bistecca di maiale con impanatura vegetariana, contorno di funghi champignon e patatine fritte

Mish-mash, piatto bulgaro a base di feta, verdure e ortaggi mixati in uova

English breakfast, anche nota come fry-up