domenica 22 febbraio 2009

Le folate traditrici

Tra il Maritiem Museum e il Coopvaert - che, per chi si fosse perso dei pezzi, è il grattacielo dove abito - c'è una scultura moderna in memoria del bombardamento di Rotterdam, sciaguratamente avvenuto per mano della Luftwaffe crucca l'ultimo giorno della Seconda Guerra Mondiale. Il centro cittadino fu ricostruito in fretta e furia, con un grosso problema che ne derivò: era troppo esposto al vento che risaliva la Nuova Mosa. Dagli anni Settanta in poi un nuovo piano urbanistico ha ridato un'immagine di compattezza alla città, e ne ha definito lo spirito architettonicamente ardito che oggi la contraddistingue.

Tuttavia, ogni santa volta che vado a fare la spesa da Albert Heijn - la Coop locale, AH è dotato di un sinistro quasi-monopolio nelle città olandesi - , attraversando l'arteria detta Coolsingel, rischio l'esistenza nei pressi di un crocicchio ove s'incontrano almeno quattro venti. Folate maestose attentano alla vita dei pedoni che si avventurano in questi venti metri quadri di Rotterdam.

Grazie all'esperienza, fortunatamente, esco sempre indenne dalle Colonne di Coolsingel. In una delle ultime spedizioni da Albert Hejin mi sono procacciato del materiale per cucinare un'originale lasagna all'olandese, azzardo culinario del coinquilino bulgaro (che però rimane talentuoso). Prossimamente riporterò le avventure culinarie come suo assistente cuoco...

Le altre esperienze rilevanti della settimana passata riguardano principalmente il Business Project e il mitico carnevale olandese. In quanto al primo, venerdì scorso ho finalmente messo piede ad Eindhoven, cittadina strutturalmente senza infamia e senza lode, praticamente dominata dagli edifici della Philips e dallo stadio del PSV. Io mi sono diretto con le altre tre ragazze (sic!) del gruppo agli uffici della divisione Lighting, in codesta guisa:


Ancora peggio sono riuscito a combinare per il Carnaval di Breda, altro noto centro dei Paesi Bassi meridionali. Un compendio di birra annacquata e travestimenti vari. Pare che i locali, probabilmente ancorati a un passato di gloriose colonizzazioni e a un presente globalmente commerciale, siano fissati con i personaggi attinenti alla navigazione; quindi spazio a capitani e colonnelli di marina. Non riesco invece a spiegarmi il plotone di poliziotte.

In quanto a me, con soli tre accessori (bastone di plastica, bombetta made in China e baffi posticci) ho inscenato un Charlie Chaplin olandesizzato, con tanto di cravatta orange a donare un tocco di Dutch al tutto. Ecco il team di Breda al completo:

Doei!

mercoledì 18 febbraio 2009

Missiva internazionale

Sorpresa! Da oggi continuerò a scrivere questo blog in italiano. Infatti le "pizza connection" in Italia hanno chiesto a gran voce resoconti sulla mia esperienza olandese, ma ovviamente molti pizzaioli non conoscono la lingua inglese. Ergonsi (ops, volevo dire "quindi") ecco servita l'audience. Tra l'altro gli amici stranieri in Italia hanno ormai appreso l'italiano, mentre ai compagni di questo semestre non credo dovrebbe fregare qualcosa di quello che faccio a due passi da loro.

In ogni caso riassumo brevemente come sono andate queste prime settimane. Sbarcato nella terra dei mulini a vento (alé, altro stereotipo, ora mancano solo gli zoccoli all'aeroporto!) il 27 gennaio di sera, dopo varie peripezie riguardanti aerei e compagnia bella, ho passato i primi giorni a Dordrecht, paesino sperduto in una specie di parco nazionale a base di torrenti e ponti alla Dawson's Creek. L'occasione era un "integration trip" per iniziare a costruire spirito di gruppo con i nuovi compagni di classe, una quarantina di sbandati aspiranti manager (non voglio sapere cos'altro aspirino) da tutta Europa.

Dopo la parentesi dordrechtiana, in compagnia del compagno Paolo che mi ha accompagnato, mi sono accompag...ehm, diretto finalmente in pianta stabile a Rotterdam, dove è stata subito chiusa la pratica-appartamento. In base a non so quale botta di mazzo, mi trovo al tredicesimo piano di uno dei più recenti exploit architettonici della città, un palazzone di un centinaio di metri chiamato De Coopvaert. Per dimostrare che si tratta di un "landmark", qualche giorno fa alla reception distribuivano ai condòmini un libro illustrato sulle tappe della costruzione.

E poi c'è l'università, la mitica Erasmus - che caso, qui si chiama tutto Erasmus! Per farla breve, sto seguendo un corso dal nome così originale, ma così inaspettato che...vabbè, ve lo dico e basta: International Management & Organisation. In cattedra, una crucca incinta con la sana abitudine di dare 2-3 assignment o lavori di gruppo da consegnare prima di ogni lezione.

Alle lezioni in aula si aggiunge il Business Project, che sostanzialmente (nella sostanza) è un progetto di consulenza per un'aziendina locale. Nel nostro caso l'aziendina è la divisione illuminazioni della Philips, e per questo motivo venerdì andrò col mio gruppo nella ridente (ma dove?) Eindhoven a sporcare i loro uffici.

Nel frattanto non sono mancati degli incidenti di percorso, tipo un'intossicazione alimentare e la famigerata influenza australiana, di botto nel giro di una settimana di fuoco. Personalmente, dopo lo sfogo sto meglio di prima. Al recupero ha contribuito un breve rientro in Italia (12-15, al netto neanche tre giorni), in cui avrò dormito sì e no una decina di ore in tutto. Ma volete mettere con l'incontrare a raffica le persone a cui tieni di più?

Nei prossimi giorni arriveranno aggiornamenti più concreti sulle attività quotidiane. Intanto stasera cucinerò una bella pasta con salsa di tonno e pomodoro, dopo che ieri sera il coinquilino bulgaro si è sbizzarrito con una ricetta a base di pesce che è stata gradita (e divorata) in massa, e a cui ho contribuito con una purea di patate speziata.

Il dopo cena è un happy hour (che qui significa solo birra e niente cibo) in Avenue Concordia, ritrovo studentesco per eccellenza per gli sfollati che abitano le topaie di Kralingen.

Tot ziens!

lunedì 9 febbraio 2009

De Coopvaert

Yeah, you were asking about the apartment I took with Paolo: now you are having it delivered. It is located in the very centre of Rotterdam, in front of the metro stop Beurs - which corresponds to the town's shopping heart, reachable in just two minutes of comfortable walk. Now, the interesting thing is that exchange students here usually end up either in a "studenthuis" or in a barren tiny shared apartment.

We ended up in De Coopvaert, one of the newest ritzy skyscrapers of the fancy skyline of Rotterdam.


Thirty floors of apartments; we are at number 13. The view from here is amazing, especially at night (maybe because at day it is usually grey). There is a concierge at the groundfloor, and three security doors. Don't ask me why we got here, a friend-of-a-friend-of-Paolo seems to be well connected here. In these cases, I don't ask either. I simply enjoy.

mercoledì 4 febbraio 2009

First hurdles (won't stop us)

Ok, the sunny days have gone away. Now it looks more like Rotterdam: grey since early morning till the end of the working day - here at 5 or 6 pm, local dinner time - , then the sky turns into black and everything looks much prettier, thanks to an appropriate skyline and cool lighting.

On Monday we had the first class at RSM - Rotterdam School of Management, in the Erasmus University. We are starting these first six weeks with a course on cross-cultural management topics, together with a business project with Philips which will span through the whole semester. On Friday I'll be with my team in Eindhoven for the first briefing with the company. Right now you can see how the main university building was on a pretty day.



We encountered an issue here, as the workload at RSM is quite intensive. Professors give assignments for practically every class, so you need to study progressively and always have to be prepared with the various written tasks.

But the most problematic event so far was surely a food poisoning episode we went through on Monday evening, after having some Dutch and Indonesian food (bad choice at all...). Me and Paolo had some throw-up time, while I also had fever for a whole day. Now we're recovering with some standard medicines to restore the full functionality of our flora. Today I'm feeling more or less dizzy, I have been listening to Ultra for hours, looking from my window at the boats navigating under the bridge - things I would not do in normal conditions.

Oh, this is how my room looks like right now, with the new cheap wardrobe, desk and office chair; you can spot the door opening towards the living room on the right. I will show the other side of the room later, since it still needs some cleanup and reorganization. Good day! =)


domenica 1 febbraio 2009

And so here is the sun...

Yeah, there is sun also in the Netherlands. First-semester exchange students told me that I would not encounter a single day of sun, but rather rainy and foggy days. Yesterday we exploited this thing to go to the Ikea in Delft, and buy some furniture that was missing in our rooms. Reyndert, our tenant (a Dutch freshly-graduated young man working in Amsterdam), brought us to the shop with a small van (!). I spent around 110 euros to bring home a wardrobe, a desk, an office chair, some boxes and a bin.



We just had lunch: a plate of tagliatelle, some ham and Dutch cheese, and - surprise - oysters prepared by Deyan, our other flatmate from Bulgaria. This evening, as flatmates, we are going to have our first dinner together; indeed, in the past days, me and Paolo had a series of exotic dishes in the many local restaurants or take-aways. We already had a Turkish kebab on the first night, a Thai-Vietnamese dinner a couple of nights ago, and Lebanese food yesterday.

The rest of this first (sunny) Sunday I will continue building the furniture for my small bedroom, planning to shop a while afterwards. I really need a bike to feel closer to the local culture (and to go to the University tomorrow for the beginning of classes).

I leave all of you with a photo of the Rotterdam skyline taken from the living room of these apartments, just to give you a rough idea of the amazing place where I live ;) Photos of the building will arrive soon...