mercoledì 18 febbraio 2009

Missiva internazionale

Sorpresa! Da oggi continuerò a scrivere questo blog in italiano. Infatti le "pizza connection" in Italia hanno chiesto a gran voce resoconti sulla mia esperienza olandese, ma ovviamente molti pizzaioli non conoscono la lingua inglese. Ergonsi (ops, volevo dire "quindi") ecco servita l'audience. Tra l'altro gli amici stranieri in Italia hanno ormai appreso l'italiano, mentre ai compagni di questo semestre non credo dovrebbe fregare qualcosa di quello che faccio a due passi da loro.

In ogni caso riassumo brevemente come sono andate queste prime settimane. Sbarcato nella terra dei mulini a vento (alé, altro stereotipo, ora mancano solo gli zoccoli all'aeroporto!) il 27 gennaio di sera, dopo varie peripezie riguardanti aerei e compagnia bella, ho passato i primi giorni a Dordrecht, paesino sperduto in una specie di parco nazionale a base di torrenti e ponti alla Dawson's Creek. L'occasione era un "integration trip" per iniziare a costruire spirito di gruppo con i nuovi compagni di classe, una quarantina di sbandati aspiranti manager (non voglio sapere cos'altro aspirino) da tutta Europa.

Dopo la parentesi dordrechtiana, in compagnia del compagno Paolo che mi ha accompagnato, mi sono accompag...ehm, diretto finalmente in pianta stabile a Rotterdam, dove è stata subito chiusa la pratica-appartamento. In base a non so quale botta di mazzo, mi trovo al tredicesimo piano di uno dei più recenti exploit architettonici della città, un palazzone di un centinaio di metri chiamato De Coopvaert. Per dimostrare che si tratta di un "landmark", qualche giorno fa alla reception distribuivano ai condòmini un libro illustrato sulle tappe della costruzione.

E poi c'è l'università, la mitica Erasmus - che caso, qui si chiama tutto Erasmus! Per farla breve, sto seguendo un corso dal nome così originale, ma così inaspettato che...vabbè, ve lo dico e basta: International Management & Organisation. In cattedra, una crucca incinta con la sana abitudine di dare 2-3 assignment o lavori di gruppo da consegnare prima di ogni lezione.

Alle lezioni in aula si aggiunge il Business Project, che sostanzialmente (nella sostanza) è un progetto di consulenza per un'aziendina locale. Nel nostro caso l'aziendina è la divisione illuminazioni della Philips, e per questo motivo venerdì andrò col mio gruppo nella ridente (ma dove?) Eindhoven a sporcare i loro uffici.

Nel frattanto non sono mancati degli incidenti di percorso, tipo un'intossicazione alimentare e la famigerata influenza australiana, di botto nel giro di una settimana di fuoco. Personalmente, dopo lo sfogo sto meglio di prima. Al recupero ha contribuito un breve rientro in Italia (12-15, al netto neanche tre giorni), in cui avrò dormito sì e no una decina di ore in tutto. Ma volete mettere con l'incontrare a raffica le persone a cui tieni di più?

Nei prossimi giorni arriveranno aggiornamenti più concreti sulle attività quotidiane. Intanto stasera cucinerò una bella pasta con salsa di tonno e pomodoro, dopo che ieri sera il coinquilino bulgaro si è sbizzarrito con una ricetta a base di pesce che è stata gradita (e divorata) in massa, e a cui ho contribuito con una purea di patate speziata.

Il dopo cena è un happy hour (che qui significa solo birra e niente cibo) in Avenue Concordia, ritrovo studentesco per eccellenza per gli sfollati che abitano le topaie di Kralingen.

Tot ziens!

1 commento:

  1. Bene, ti sei convertito alla dantesca lingua :-)
    prossime puntate??
    vogliamo le foto dell'appartamento!

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